2019/11/17

1969/11/17: Il volo dell'Apollo 12 su "La Stampa" e il "Corriere della Sera"





La prima e la terza pagina del quotidiano "Stampa Sera" di lunedì 17 novembre 1969 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).





Il tranquillo volo di Apollo 12 sulla prima pagina de "Il Corriere della Sera" di lunedì 17 novembre 1969 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).


ROTTA PERFETTA DELL'APOLLO 12

Domani in orbita lunare

La precisione della traiettoria, dopo una correzione a metà percorso, farà probabilmente annullare gli ulteriori aggiustamenti in programma - "La Luna diventa sempre più grande" dice Conrad - Oggi nuova ispezione al "LEM"

(Dal nostro inviato speciale) Houston, 16 novembre. Ancora una giornata di pieno riposo per gli astronauti dell'"Apollo 12" in viaggio verso la Luna. Stamani verso le 5,30 (in Italia era mezzogiorno e mezzo) Conrad, Gordon e Bean si sono "messi a letto" dopo aver eseguito la notte scorsa la delicata per quanto brevissima manovra della correzione di rotta di metà percorso e un certo numero di riprese fotografiche del cielo stellato, della Terra e della Luna, nonché dei finestrini dell'astronave, alcuni dei quali sono cosparsi all'esterno di cristallini di ghiaccio.

Gli esploratori lunari hanno anche ripreso le immagini di un oggetto particolare brillante che seguiva la spazionave a notevole distanza. "Si tratta probabilmente del terzo stadio del Saturno (che servì a spingere l'Apollo nella traiettoria translunare) oppure è l'equipaggio di riserva che vi segue a ruota", ha detto ridendo l'addetto alle comunicazioni terra- cosmo da Houston.


Pulizie a bordo

Infine Pete, Alan e Richard hanno provveduto alla sinecura delle pulizie interne dell'astronave: il cosiddetto housekeeping che consiste nel mettere in moto uno speciale aspirapolvere che ingurgita ogni granellino di sporcizia (in condizioni di gravità zero nulla si deposita sul pavimento dell'abitacolo ma tutto tende a "galleggiare" nell'ambiente). C'erano poi da impacchettare a dovere e rinchiudere negli appositi contenitori i rimasugli dei pasti, i tovagliolini usati, i rifiuti organici, una parte dei quali - quelli liquidi - vengono espulsi automaticamente all'esterno e dispersi nel cosmo. Come si vede un lavoro di tutta tranquillità.

La manovra della seconda correzione di metà percorso è avvenuta nel bel mezzo della trasmissione televisiva a colori in diretta dall'astronave. Il motore del razzo di servizio è stato acceso premendo un apposito pulsante ed è stato fatto funzionare per circa nove secondi: la velocità dell'astronave è variata di circa 88 chilometri orari e l'"Apollo 12" ha lasciato la "traiettoria di libero ritorno" per immettersi su una "hybrid trajectory", cioè un percorso che non consente più (per semplice inerzia) di tornare verso il nostro pianeta una volta oltrepassata la Luna.

Ecco un'altra interessante variante e se si vuole anche rischiosa rispetto a quanto avvenne per la missione lunare di Armstrong, Aldrin e Collins. L'"Apollo 11", come si ricorderà, fece il suo viaggio "in libero ritorno", cioè secondo un percorso che avrebbe consentito senza ulteriori manovre di girare intorno al globo selenico e di puntare verso il nostro pianeta, ora invece no. Gli uomini dell'"Apollo 12", se vorranno tornare a casa, dovranno per forza manovrare intorno alla Luna. Altrimenti compirebbero un mezzo giro attorno ad essa e si disperderebbero nel cosmo.

Va subito precisato però che si tratta di un rischio ben calcolato come tutto nelle missioni spaziali. Nel caso che il motore del veicolo di servizio non funzionasse al momento dell'approccio alla Luna, Conrad e i suoi compagni userebbero il motore dello stadio di discesa del "lunar module"; se fallisse pure questo si servirebbero del motore dello stadio di ascesa dello stesso veicolo lunare. In tal caso - evidentemente - non vi sarebbe la discesa e tutto il resto nell'Oceano delle Tempeste. Ma non si vede perché - dicevano stanotte alcuni tecnici della sala di controllo - il razzo di servizio non debba dare i risultati che ha sempre fornito.

Questo cambiamento di traiettoria è stato fatto per dare agli astronauti una maggior libertà di manovra intorno alla Luna e quindi per poter scegliere e puntare con maggior precisione il pianoro dall'allunaggio vicino alla sonda "Surveyor". Infatti nonostante siano state previste diverse varianti all'originale piano di volo, tutto procede per ora seguendo alla lettera il primo programma.

Scherzando sui loro cappellini da riposo con tanto di greca da comandanti di marina (in quello di Conrad famoso per la stramberia dei suoi copricapo un amico della NASA aveva fatto applicare una piccola elica) lo stesso Conrad ha detto, mostrando il propulsore ai telespettatori, che gli serve per muoversi dentro l'astronave.


Dialoghi con la base

Conrad e Gordon, poi hanno vivamente ringraziato i responsabili della NASA per la gustosità dei cibi di bordo e per le comodità trovate sull'"Apollo". Pete e Richard, sono due veterani dei voli "Gemini" e dentro quelle capsule non potevano avere zuppe calde ed altri "confort" del genere. "Qui ci si può fare la barba, ed è stato bello poter prendere il caffè caldo stamani. E' molto meglio che sulle Gemini", ha rilevato Conrad.

"Tutto è stato preparato nel miglior modo - ha risposto Houston - e non c'è un posto dove andare per simili trattamenti…".

"Hello, ma noi stiamo andando davvero da qualche parte - ha aggiunto Conrad - da qui posso vedere la Luna che diventa sempre più grande, sempre più grande". I tre uomini dell'"Apollo" hanno poi dormito circa dieci ore fino alle 22,30 (ora italiana).

Al momento in cui scrivo non è stato ancora deciso se sarà compiuta la prevista terza correzione di rotta o se invece, data la precisione della traiettoria e dei valori della velocità dell'"Apollo", dopo le manovre della scorsa notte l'ulteriore aggiustamento verrà annullato.

Poco prima della mezzanotte (le sette di domattina ora italiana) vi sarà un altro collegamento televisivo. Poi Conrad e Bean torneranno nel veicolo lunare per il primo "check up" degli strumenti di bordo. Le due precedenti ispezioni eseguite dai due astronauti durante la prima giornata di volo erano state fuori programma: questo controllo e le manovre relative richiedono un'ora e mezzo. Poi i tre viaggiatori cosmici mangeranno e alle 13,23 di domani pomeriggio riprenderanno a dormire per altre otto ore, ultimo riposo prima delle "grandi manovre" sulla Luna. L'inserzione in orbita intorno al satellite è prevista alle 4,47 di martedì mattina (tempo europeo). L'atterraggio nell'Oceano delle Tempeste è tuttora previsto per la mattinata di mercoledì (sempre secondo il fuso orario italiano) alle 7,53. Ma qualche cambiamento potrebbe sempre essere deciso fino all'ultimo momento in dipendenza dello svolgersi delle varie sequenze della missione.

Mentre il volo dell' "Apollo 12" prosegue così regolarmente, avvicinandosi sempre più alla Luna con gli uomini che inizieranno l'esplorazione sistematica del satellite e quindi la sua futura eventuale "colonizzazione", si è diffusa stamani ad Houston una notizia che rende l'espressione "colonizzazione lunare", meno problematica di quello che poteva sembrare fino ad ora. Si sono sviluppate e vivono le pianticelle di vario tipo seminate nei più diversi modi sugli esemplari di terreno selenico portati sul nostro pianeta da Armstrong, Aldrin e Collins nel luglio scorso. Anzi un certo tipo ("hepatica bryophita") di questi organismi vegetali, ranuncolacee del genere della "mercantia poliforma" ha mostrato di svilupparsi meglio e più rapidamente sulle rocce lunari che non sul suolo terrestre dove per confronto era stata pure seminata.

Si tratta di pianticelle che sul nostro pianeta sono le prime a crescere su terreni provenienti da lave vulcaniche, necessitano di pochissima acqua e fioriscono a primavera con colori blu e purpurei. Il nome di queste piante si deve alla forma delle foglie fatte a lobi come il fegato (da qui la parola "hepatica"). Sul suolo terrestre questi vegetali dai fusti verdi sono cresciuti fino a raggiungere circa quattro centimetri di altezza, sulle rocce lunari hanno raggiunto livelli di sette-otto centimetri. Altri tipi di vegetali come lattuga, riso, tabacco, canna da zucchero, eccetera hanno dato risultati diversi. Altri sono cresciuti altri no.

La prima rivelazione che al laboratorio di Houston gli esperimenti in corso dimostravano la possibilità di crescita delle piante sui pezzi di Luna è di due mesi fa, ma ora la constatazione di una possibilità di sviluppo addirittura maggiore di quello registrato sul suolo terrestre ha messo in agitazione gli scienziati ed ha acceso la fantasia di tutti.

In particolare alcuni esperti fanno notare che la cosa strana deriva dal fatto che l'alta percentuale di titanio presente nelle rocce seleniche sarebbe micidiale su un suolo di coltura terrestre. E' probabile che gli altri elementi presenti sul terreno extra-terrestre eliminino la velenosità del titanio. Gli studi sono in corso.

A tal proposito altri ricercatori della NASA hanno dichiarato che in un futuro non lontano sarà possibile servirsi di queste piante per generare ossigeno e anche acqua sulla Luna a favore degli abitanti dei progettati insediamenti umani. Ovviamente non si potrà andare sulla Luna pretendendo di fare crescere piante dove si voglia. Occorrerà in ogni caso creare serre a tenuta pneumatica, nelle quali sia stata generata una sufficiente atmosfera di anidride carbonica e una certa umidità, nonché avere la possibilità di irrorare d'acqua anche il terreno. Sono problemi però non insolubili: per il problema dell'acqua, dell'anidride carbonica e della concimazione si pensa di utilizzare i rifiuti dell'organismo. Dopodiché il ciclo continuo uomo-piante-uomo comincerebbe a funzionare, con tutte le sue benefiche conseguenze. Ma di ciò potremo parlare ancora. (Giancarlo Masini)