2019/11/19

1969/11/19 (06:44 HO - 12:44 IT): Discesa di Conrad e Bean dalla scaletta di "Intrepid" sulla Luna: la prima EVA

Sono trascorse circa cinque ore dal momento in cui le quattro solide zampe del Modulo Lunare "Intrepid" si sono poggiate con successo sul polveroso suolo dell'"Oceano delle Tempeste" e 115 ore e dieci minuti dal distacco dal pianeta madre Terra. Con trentacinque minuti di ritardo rispetto al piano originale della missione a causa di piccoli inconvenienti incontrati al momento di indossare le voluminose e ingombranti tute lunari, il portello del Lem finalmente si apre: sono le 12:32 italiane, le 06:32 ora di Houston, quando Charles Conrad si appresta a discendere i nove scalini che lo separano dalla superficie lunare.

Al secondo gradino il comandante di Apollo 12 tira verso di sé un'anello meccanico che apre automaticamente uno scompartimento del modulo di discesa: ha inizio la prima trasmissione a colori dalla superficie lunare. Sui teleschermi di tutta America e in milioni di televisori sparsi in tutto il mondo appare una delle zampe del Lem con la scaletta e sullo sfondo una porzione della superficie lunare; poco dopo ecco la bianca figura di Conrad nella tuta spaziale con lo zaino sulle spalle, che discende gli ultimi gradini della scaletta.

L'inizio della discesa di Conrad dopo l'uscita dal Modulo Lunare (foto AS12-46-671, scansione JSC).


Foto AS12-46-6718, scansione JSC.


Appena quattro mesi prima il comandante di Apollo 11, Neil Armstrong, aveva pronunciato la frase che è rimasta per sempre nella memoria collettiva e nei libri di storia: "That's one small step for a man, one giant leap for mankind" ("Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l'umanità"). Conrad, che è di tredici centimetri più basso di Armstrong ma è più portato alle battute che ai discorsi solenni, esclama tutt'altro nel momento in cui i suoi scarponi lasciano l'ultimo piolo della scaletta per posarsi sul sabbioso suolo lunare: "Whoopie! Man, that may have been a small one for Neil, but that's a long one for me!". ("Whoopie! Quello sarà stato piccolo per Neil, ma è un gran passo per me!"). In Italia sono le 12, 44 minuti e venti secondi e per Charles Conrad incomincia la vera e propria escursione sulla Luna. È il terzo uomo e il terzo americano nella storia a camminare sulla superficie di un corpo celeste diverso dalla Terra.

Il comandante di Apollo 12 descrive poi le sue prime sensazioni sul terreno che sta calpestando: "Il terreno è soffice, Houston, non sprofondo molto. Il Sole è brillantissimo, è come se qualcuno ti facesse lampeggiare con le mani un grosso proiettore sugli occhi. Posso camminare abbastanza bene, ma devo farlo con molta attenzione stando attento a quello che sto facendo. Ragazzi, non ci crederete mai, sapete che cosa sto vedendo dal lato del cratere? Il vecchio Surveyor!".

Subito dopo Conrad inizia a scattare le prime fotografie del panorama che lo circonda e raccoglie i primi campioni lunari, quelli di emergenza, nel caso di una partenza improvvisa dal Satellite.


Ore 12:44 (IT). La discesa di Conrad dal Modulo Lunare "Intrepid" nella diretta TV.


Alle 13:11 italiane è la volta di Alan Bean a lasciare il Lem e a scendere lungo i nove gradini della scaletta. La telecamera a colori che poco prima, colpita inavvertitamente da Conrad, aveva subìto una rotazione, mostra la discesa del pilota del Modulo Lunare a testa in giù. Alle 13:13 e cinquanta secondi anche il quarto uomo della storia mette piede sulla Luna.


Foto AS12-46-6725, scansione JSC.


Foto AS12-46-6726, scansione JSC.


Foto AS12-46-6727, scansione JSC.


Foto AS12-46-6728, scansione JSC.


Foto AS12-46-6729; scansione JSC.


Il primo compito che spetta a Bean è quello di togliere la piccola telecamera dal vano del Lem e posizionarla ad una distanza da poter riprendere meglio la zona dove è atterrato "Intrepid" e le varie attività dei due astronauti, così come accadde nel luglio scorso con le prime immagini giunte dal "Mare della Tranquillità". Purtroppo durante il trasferimento Bean punta inavvertitamente l'obiettivo in direzione del Sole causando un danno irreparabile alla telecamera: sugli schermi TV rimane fissa l'immagine di una specie di montagna nera triangolare su un'assurdo sfondo bianco. Su istruzioni dettate dalla base di controllo a Houston, Bean cerca di ripararla e a un certo punto, esasperato, le dà anche un colpo con il martello ma non serve. Morale: per questa volta i terrestri dovranno rinunciare a vedere la seconda EVA umana sulla Luna in ripresa diretta.

L'immagine TV che appare sui teleschermi di tutto il mondo dopo il guasto alla telecamera.


Dopo aver dispiegato la grande antenna a parabola e issata, alle 13:41 italiane, per la seconda volta nella storia su un suolo diverso da quello terrestre, la bandiera americana, l'obiettivo principale della prima escursione dei due astronauti nell'"Oceano delle Tempeste" è allestire la prima stazione ALSEP, il primo laboratorio scientifico lunare, che consiste in un sismometro che permetterà di misurare le vibrazioni del terreno lunare, un magnetometro che studierà l'eventuale campo magnetico del Satellite della Terra, un collettore di ioni, uno spettrometro per la misurazione delle radiazioni e del vento solare e infine un sensore per misurare l'eventuale presenza di ionosfera.

Per evitare che al momento del decollo della parte superiore di "Intrepid" l'accensione del motore possa colpire e in qualche modo danneggiare i preziosi strumenti, Conrad e Bean li trasportano a più di duecento metri di distanza dal luogo dell'atterraggio, insieme alla pila atomica che li farà funzionare. L'operazione di montaggio e di allacciamento dei singoli strumenti è molto delicata: ci sono diversi cavi da connettere e con i grossi guanti che i due astronauti sono costretti ad indossare come protezione, le procedure che devono compiere sono assai complicate. Inoltre la pila atomica, l'elemento di plutonio 238, non vuole uscire dall'involucro che lo contiene. Per una buona decina di minuti i due "lunauti" si affaccendano intorno al tubo metallico cercando con la massima prudenza di estrarre la carica nucleare, poi finalmente arriva a terra il grido entusiasta di Conrad: "Ce l'abbiamo fatta, Houston! Meraviglioso! Meraviglioso!".


Charles Conrad, terzo uomo a camminare sul suolo lunare, con la bandiera appena piantata degli Stati Uniti (foto AP12-47-6896, scansione JSC).


Foto AP12-47-6897, scansione JSC.


Foto AP12-6749, scansione JSC.


Alan Bean inizia ad estrarre dal vano del Modulo Lunare i vari esperimenti scientifici "ALSEP" (foto AP12-46-6783, scansione JSC).


Foto AP12-46-6785, scansione JSC.


Dopo i vari strumenti ecco la difficile estrazione della "pila atomica" (foto AP12-46-6787, scansione JSC).


Foto AP12-46-6789, scansione JSC.


Foto AP12-46-6792, scansione JSC.


Foto AP12-46-6806, scansione JSC.


Foto AP12-46-682, scansione JSC.


Le "spettrali" ombre di Bean e Conrad sulla superficie lunare dell'"Oceano delle Tempeste" (foto AP12-46-6841, scansione JSC.


Foto AP12-47-6928, scansione JSC.


Foto AP12-47-6981, scansione JSC.


Foto AP12-47-6988, scansione JSC.


L'inservibile telecamera a colori puntata inavvertitamente da Bean in direzione del Sole (foto AP12-46-6756 scansione JSC).


Installata non senza difficoltà, ma con successo, la prima stazione scientifica lunare e dopo aver scattato numerose fotografie della zona e raccolto campioni di rocce e polvere lunare, i due astronauti muovendosi con straordinaria disinvoltura a balzi lunghi e lenti, senza fare molta fatica, si dirigono verso il Modulo Lunare. "Houston, qui potremmo lavorare ancora per altre sei-sette ore", dice Conrad. Ma dal centro di controllo nel Texas consigliano al comandante di Apollo 12 e al pilota del Lem  di prepararsi per la conclusione della prima attività extra-veicolare nel polveroso "Oceano delle Tempeste".

Alle quattro e quindici del pomeriggio ora italiana di mercoledì 19 novembre, Alan Bean rientra a bordo di "Intrepid", seguito alle 16:27 e diciassette secondi da Charles Conrad. Un minuto dopo il portello del "ragno lunare" viene chiuso. I due uomini della Nasa protagonisti della seconda avventura lunare umana, sono rimasti all'aperto complessivamente per 3 ore e 56 minuti.

In questa prima escursione Conrad e Bean hanno fatto numerose osservazioni molto interessanti; hanno constatato tra l'altro che il terreno dove sono discesi molto più polveroso ma meno consistente  rispetto a quello esplorato in luglio da Armstrong e Aldrin tanto da essere riusciti a raccogliere senza grandi sforzi alcuni campioni ad una profondità di almeno settanta centimetri.

Rientrati sull'"Intrepid", i due esploratori lunari si tolgono gli ingombranti scafandri. Quindi, dopo aver sistemato nelle apposite cassette il minerale raccolto ed effettuato il primo "debriefing" con gli scienziati e i tecnici sulla Terra, Conrad e Bean consumano la loro prima cena lunare e infine iniziano il previsto periodo di riposo in vista della seconda escursione prevista per domani. A differenza di Armstrong e Aldrin, i due astronauti di Apollo 12 avranno maggiore confort all'interno del Lem durante la permanenza sulla superficie selenica: "Intrepid" è dotato di due amache, di materiale ininfiammabile, tese perpendicolarmente l'una all'altra all'interno dell'abitacolo. Una è a poca distanza dal pavimento, l'altra è posizionata ad altezza d'uomo.


Prima di iniziare il periodo di riposo prescritto dal piano di volo per i due astronauti, un'ultima occhiata dai finestrini di "Intrepid" al panorama lunare (foto AP12-47-7018, scansione JSC).